La riduzione del numero dei parlamentari

Il testo della legge costituzionaleModifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 2019.

La legge costituzionale prevede la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. Come previsto dall’art. 138 della Costituzione, la legge può essere sottoposta a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Il referendum popolare

Un quinto dei senatori, come previsto dal dettato costituzionale, ha richiesto di sottoporre la riforma al vaglio popolare. La richiesta, firmata da 71 senatori e depositata il 10 gennaio 2020, è stata ritenuta conforme all'articolo 138 della Costituzione dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione.

Il 16 marzo 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto#CuraItalia in conseguenza dell’emergenza Coronavirus-Covid-19 che introduce, tra le altre misure, all’articolo 81, la posticipazione di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo, ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

La posticipazione all'autunno del referendum costituzionale è stata considerata opportuna: a fronte di una breve posticipazione sarà infatti meglio garantito il diritto dei cittadini ad una piena informazione ed alle forze politiche e sociali di organizzare più propriamente la campagna elettorale.

Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" - GU Serie generale n. 70 del 17/3/2020 

In particolare nel Decreto legge il termine per l’indizione del referendum confermativo è fissato in duecentoquaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso (23 gennaio 2020), in deroga alla legislazione vigente che prevede sessanta giorni (articolo 15, comma 1, della legge 25 maggio 1970, n. 352).

Pertanto, il referendum dovrà essere indetto entro il 19 settembre 2020. L’indizione dovrà avvenire per una domenica compresa tra il 50° ed il 70° giorno successivo a quello dell’indizione, così come già oggi previsto. L’ultima data utile per la celebrazione del referendum cade, pertanto, il 22 novembre 2020. 

La data del referendum, precedentemente fissata al 29 marzo 2020 (DPR 28 gennaio 2020), era stata già revocata con DPR 5 marzo 2020.

La legge del 19 giugno 2020, n. 59 di conversione del D.L. 20/04/2020, n. 26 recante: ”Disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2020” - GU n. 154 del 19 giugno 2020 - ha disposto l'applicazione del principio di concentrazione delle scadenze elettorali, ossia il cosiddetto election-day (DL n. 98/2011), oltre che alle elezioni suppletive, amministrative e regionali anche al referendum confermativo del testo di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

Le elezioni avranno luogo di domenica e lunedì e si terranno tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020.

La proposta di legge costituzionale

La proposta di legge costituzionale A.C. 1585-B è stata approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati, nella seduta dell’8 ottobre 2019, in seconda deliberazione. Votazione: presenti 569, votanti 567, favorevoli 553, contrari 14, astenuti 2.

La proposta di legge costituzionale prevede una drastica riduzione del numero dei parlamentari modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione passando dagli attuali 630 a 400 deputati e dagli attuali 315 a 200 senatori.

L’obiettivo è duplice: da un lato favorire un miglioramento del processo decisionale delle Camere per renderle più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e dall’altro ridurre il costo della politica (con un risparmio stimato di circa 500 milioni di euro in una Legislatura).

La riforma consentirà all’Italia di allinearsi al resto d’Europa: l’Italia, infatti, è il paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo (945); seguono la Germania (circa 700), la Gran Bretagna (650) e la Francia (poco meno di 600).

La riduzione del numero dei parlamentari entrerà in vigore dall’inizio della prossima Legislatura e richiederà un modestissimo adeguamento della legislazione elettorale senza alcuna alterazione del sistema elettorale vigente.

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