La riduzione del numero dei parlamentari

La Camera ha approvato, in data 9 maggio 2019, la proposta di legge costituzionale C. 1585 e abb., recante “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, nello stesso testo approvato in data 7 febbraio 2019, in prima deliberazione, dal Senato. Votazioni: presenti 422, votanti 417, maggioranza 209, favorevoli 310, contrari 107, astenuti 5.

Ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione il provvedimento passa ora nuovamente all'esame del Senato per la seconda deliberazione.

In sintesi

La proposta di legge costituzionale prevede una drastica riduzione del numero dei parlamentari modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione passando dagli attuali 630 a 400 deputati e dagli attuali 315 a 200 senatori.

L’obiettivo è duplice: da un lato favorire un miglioramento del processo decisionale delle Camere per renderle più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e dall’altro ridurre il costo della politica (con un risparmio stimato di circa 500 milioni di euro in una Legislatura).

La riforma consentirà all’Italia di allinearsi al resto d’Europa: l’Italia, infatti, è il paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo (945); seguono la Germania (circa 700), la Gran Bretagna (650) e la Francia (poco meno di 600).

La riduzione del numero dei parlamentari entrerà in vigore dall’inizio della prossima Legislatura e richiederà un modestissimo adeguamento della legislazione elettorale senza alcuna alterazione del sistema elettorale vigente.

Il disegno di legge

La proposta di legge costituzionale A.C.1585 “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”: assegnata alla I^ Commissione Affari Costituzionali il 12 febbraio 2019 (approvata in prima deliberazione dal Senato il 7 febbraio 2019).

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