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Madri costituenti

Interventi nei lavori dell'Assemblea Costituente

Riforma elettorale

La legge elettorale n. 165 del 3 novembre 2017

Riforme costituzionali
La Commissione per le Riforme costituzionali
La Commissione istituita con Dpcm dell'11 giugno 2013 (cd. Quagliariello)

 

 

In attuazione degli indirizzi parlamentari espressi con le mozioni del 29 maggio 2013 (Camera 1/00056 e Senato 1/00057), il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 6 giugno 2013, un disegno di legge costituzionale concernente l’istituzione di un Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali (S. 813). Il ddl è stato approvato in prima lettura presso il Senato il 10 settembre 2013 e quindi trasmesso alla Camera presso la quale l’iter non è stato completato. Il citato Comitato sarebbe stato composto da 20 deputati e 20 senatori, nominati dai Presidenti delle Camere, tra i membri delle due Commissioni Affari costituzionali, in base a specifici criteri. Di esso avrebbero fatto parte, di diritto, anche i Presidenti delle Commissioni Affari costituzionali della Camera e del Senato, ai quali spetta congiuntamente la presidenza del comitato. Il numero complessivo di membri che risulta così pari a quarantadue.

La Commissione è stata istituita dal Presidente del Consiglio dei ministri con proprio decreto l’11 giugno 2013 allo scopo di formulare proposte di revisione della Parte Seconda della Costituzione (Titoli I, II, III e V), con riferimento alle materie della forma di Stato, della forma di Governo, del Parlamento, nonché della normativa elettorale. Tale Commissione si è insediata parallelamente all’avvio del già citato percorso parlamentare del disegno di legge costituzionale concernente l’Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali (AS 813), che originava dalle conclusioni tratte dal Gruppo di lavoro creato dal Capo dello Stato.

La Commissione ha adottato una Relazione finale, trasmessa al Presidente del Consiglio il 17 settembre 2013 e al Parlamento il 15 ottobre 2013 [1]. La Commissione presieduta dal Ministro per le riforme costituzionali, Sen. Gaetano Quagliariello, era composta da 35 membri. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in pari data ha istituito altresì un Comitato incaricato della redazione delle proposte di riforma per ciascuno degli ambiti indicati.

La Commissione ha lavorato seguendo gli obiettivi già enunciati nel Rapporto del Gruppo di lavoro sui temi istituzionali istituito dal Presidente della Repubblica il 30 marzo 2013. 

 

La citata Relazione finale dà conto dell’esito dei lavori della Commissione e indica una serie di ipotesi di riforma. Sono individuati i seguenti quattro principali ambiti di riforma costituzionale la cui attuazione è stata ritenuta necessaria dall’unanimità dei componenti della Commissione:

  • la riforma del Parlamento attraverso la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo paritario, una più completa regolazione dei processi di produzione normativa e in particolare una più rigorosa disciplina della decretazione di urgenza. In questo quadro è risultata prevalente l’ipotesi di introdurre una forma di bicameralismo differenziato, nella quale alla seconda Camera è assegnata la funzione essenziale di rappresentanza e di raccordo con le autonomie regionali e territoriali mentre alla prima Camera la titolarità del rapporto di fiducia;
  • il rafforzamento delle prerogative del Governo in Parlamento, attraverso la fiducia monocamerale, la semplificazione del processo decisionale e l’introduzione del “voto a data certa” dei disegni di legge;
  • la riforma del sistema costituzionale delle regioni e delle autonomie locali, con eliminazione delle sovrapposizioni delle competenze e promozione di maggiore collaborazione e una minore conflittualità fra enti territoriali;
  • la riforma del sistema di governo, prospettata in tre opzioni: a) razionalizzazione della forma di governo parlamentare; b) semipresidenzialismo sul modello francese; c) forma di governo che, cercando di farsi carico delle esigenze sottese a entrambe le prime due soluzioni, conduca al governo parlamentare del Primo Ministro.

 

Parallelamente ai lavori della Commissione per le riforme costituzionali è stata avviata una consultazione pubblica sulle riforme costituzionali, con l’attivazione di "Partecipa!", una piattaforma pubblica di consultazione, finalizzata a valutare spunti e riflessioni sulle materie oggetto di riforma.

La consultazione pubblica sulle riforme costituzionali si è svolta dall’8 luglio all’8 ottobre 2013, per una durata complessiva di 3 mesi, con l’obiettivo di favorire la maggior partecipazione popolare possibile sui temi della riforma e, allo stesso tempo, di coinvolgere un vasto pubblico caratterizzato da differenti gradi di esperienza e conoscenza delle materie trattate. Oggetto della consultazione pubblica sono stati i temi indicati dalla Relazione finale del gruppo di lavoro sulle Riforme istituzionali istituita dal Presidente Napolitano il 30 marzo 2013.

II risultati della consultazione sono pubblicati sul sito istituzionale www.partecipa.gov.it.

 

 

 

[1] La Relazione finale e la documentazione inerente i lavori della Commissione sono pubblicati nel volume “Per una democrazia migliore

 

 

Testo a cura del Dipartimento per le riforme istituzionali

 

 

 

Ultimo aggiornamento: venerdì 30 marzo 2018