Rappresentanza di genere e sistemi elettorali

Rimuovere gli ostacoli alla piena parità sociale e politica

Madri costituenti

Interventi nei lavori dell'Assemblea Costituente

Riforma elettorale

La legge elettorale n. 165 del 3 novembre 2017

Riforme costituzionali
La Commissione dei "Saggi del Quirinale"
Il Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali

 

 

Il 30 marzo 2013 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha istituito un Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, composto dal Senatore Mario Mauro, dal Professor Valerio Onida, dal Senatore Gaetano Quagliariello, dal Professor Luciano Violante, con l’obiettivo di formulare proposte programmatiche di riforma.

Il Rapporto finale dell'attività svolta, adottato il 12 aprile 2013, è suddiviso in sei capitoli: 1) Diritti dei cittadini e partecipazione democratica; 2) Del metodo per le riforme costituzionali; 3) Parlamento e Governo; 4) Rapporto Stato-Regioni; 5) Amministrazione della giustizia; 6) Regole per l’attività politica e per il suo finanziamento.

Il Gruppo di lavoro ha anche proposto un metodo di revisione costituzionale incentrato sull’istituzione di una Commissione redigente mista costituita, su base proporzionale, da parlamentari e non parlamentari.

Tra le ipotesi avanzate dal Gruppo di lavoro in sede di Rapporto finale in materia di riforme costituzionali si segnala quanto segue:

 

  • Referendum confermativo per tutte le leggi di revisione costituzionale, indipendentemente dal quorum raggiunto in fase di deliberazione;
  • Aumento del numero delle firme e riduzione del quorum per il referendum abrogativo;
  • Aumento del numero delle firme per le iniziative legislative popolari (da sottoporre a specifico obbligo di deliberazione delle Camere);
  • Revisione dell’art. 66 Cost. per attribuire a un giudice indipendente e imparziale il giudizio sulle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità;
  • Seconda Camera: trasformazione del Senato in Camera delle Regioni, che assumerebbe anche le funzioni già svolte dalla Conferenza Stato regioni; la seconda Camera è costituita da tutti i Presidenti di Regione e da rappresentanti delle Regioni, eletti da ciascun Consiglio Regionale in misura proporzionale al numero degli abitanti. Il bicameralismo resterebbe paritario per taluni specifici ambiti materiali di natura costituzionale e ordinamentale e di interesse delle regioni;
  • Riduzione del numero dei parlamentari: 480 deputati; 120 senatori, ripartiti in proporzione al numero di abitanti in ciascuna Regione.
  • Governo: voto di fiducia solo alla Camera; poteri del Presidente del Consiglio di nomina e revoca dei ministri; possibilità di sfiducia del Presidente del Consiglio solo attraverso una mozione di sfiducia costruttiva, comprendente l'indicazione del nuovo Presidente del Consiglio; potere del Presidente del Consiglio di chiedere al Capo dello Stato lo scioglimento anticipato della Camera dei deputati, ma solo in assenza di una mozione di sfiducia costruttiva ed infine costituzionalizzazione dei limiti alla decretazione d'urgenza contenuti nella legge 400/1988.
  • Limitate modifiche dell’art. 117 della Costituzione al fine di limitare gli ambiti di legislazione concorrente, riportando alla competenza statale alcune specifiche materie e previsione della cd. clausola di supremazia.

 

 

 

 

Testo a cura del Dipartimento per le riforme istituzionali

 

 

 

Ultimo aggiornamento: venerdì 30 marzo 2018