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Riforma elettorale

La legge elettorale n. 165 del 3 novembre 2017

Riforma elettorale
Le caratteristiche del nuovo sistema elettorale
La nuova legge elettorale delinea un sistema elettorale misto

  

 

  • Le caratteristiche principali del nuovo sistema elettorale

 

La nuova legge elettorale per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica (legge n. 165/2017), approvata in via definitiva il 26 ottobre 2017 dal Senato della Repubblica, delinea un sistema elettorale misto.

L'assegnazione di 231 seggi alla Camera (cui si aggiunge 1 collegio in Valle d'Aosta) e di 109 seggi al Senato (cui si aggiungono un collegio in Valle d'Aosta e sei in Trentino-Alto Adige) è effettuata nei collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. L'assegnazione dei restanti seggi avviene, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste singole non coalizzate e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento: sono quindi proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio plurinominale, secondo l'ordine di presentazione.

 

  • La ripartizione del territorio nazionale

 

Camera dei deputati: il territorio nazionale è ripartito in 28 circoscrizioni individuate nella Tabella A allegata al testo unico per l'elezione della Camera (D.P.R. n. 361/1957).

Per alcune circoscrizioni il territorio coincide con quello dell'intera regione, mentre per altre il territorio regionale è ripartito in più circoscrizioni (2 in Piemonte, 4 in Lombardia, 2 in Veneto, 2 in Lazio, 2 in Campania, 2 in Sicilia).

Ciascuna circoscrizione è suddivisa in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. I 231 collegi uninominali del territorio nazionale sono ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione (cui si aggiunge il collegio uninominale della Valle d'Aosta). La legge stabilisce che in Trentino-Alto Adige e in Molise sono costituiti, rispettivamente, 6 e 2 collegi uninominali, individuati nella Tabella A.1 allegata al testo unico per l'elezione della Camera (DPR 361/1957).

Per l'assegnazione del restante numero di seggi, con metodo proporzionale, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto.

 

Senato della Repubblica: il territorio nazionale è ripartito in 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio di ciascuna regione. Ciascuna circoscrizione regionale è suddivisa in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. I 109 collegi uninominali del territorio nazionale sono ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione (ad essi si aggiungono 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino-Alto Adige). Al Senato i collegi plurinominali sono costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a otto.

I collegi elettorali sono stati determinati, sia alla Camera che al Senato, sulla base dei criteri e principi direttivi di delega legislativa previsti dalla legge, con il decreto legislativo n. 189 del 2017, adottato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.

 

  • La presentazione delle liste e delle candidature

 

Sia alla Camera sia al Senato i partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione fra loro. La coalizione è unica a livello nazionale ed è disciplinata dal nuovo 14-bis della legge elettorale.

Sia alla Camera che al Senato, in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati della lista non può essere inferiore alla metà, con arrotondamento all'unità superiore, dei seggi assegnati al collegio plurinominale e non può essere superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale; in ogni caso il numero dei candidati non può essere inferiore a due né superiore a quattro.

In sede di presentazione della lista sono indicati tutti i candidati nei collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale; ciascuna lista deve presentare candidature in almeno due terzi dei collegi plurinominali della circoscrizione, a pena di inammissibilità.

Nel caso di liste collegate in coalizione, queste presentano il medesimo candidato nei collegi uninominali, ad eccezione delle liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute che possono presentare separatamente il proprio candidato; in ogni caso, nella lista e nei manifesti, un riquadro più ampio ricomprende tutte le liste collegate.

 

  • Le pluricandidature

 

Sia alla Camera sia al Senato nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali, a pena di nullità dell'elezione. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque.

Infine, non può essere candidato in nessun collegio del territorio nazionale il candidato nella circoscrizione Estero.

Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio stesso. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale.

 

  • La modalità di espressione del voto

 

Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati – da due a quattro – nel collegio plurinominale.

  1. Il voto può essere espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. In tal caso il voto è valido anche a favore della lista e ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale.
  2. Oppure il segno può essere tracciato sul nome del candidato nel collegio uninominale: in tal caso il voto è comunque valido anche a favore della lista ad esso collegata; nel caso di più liste unite in coalizione, i voti espressi per il candidato all’uninominale sono ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione ai suffragi ottenuti da ciascuna nel collegio plurinominale.
  3. Se l'elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nome e il cognome del candidato del collegio uninominale e sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale il voto è comunque valido. Se l'elettore traccia un segno sul contrassegno e un altro segno sulla lista di candidati nel collegio plurinominale della lista medesima, il voto è considerato valido a favore della lista e ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale. Se l'elettore traccia un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non è collegato, il voto è nullo. Resta in ogni caso fermo che ogni altro modo di espressione del voto, difforme dalle disposizioni espressamente previste, ne determina la nullità nel caso in cui sia manifesta l'intenzione di annullare la scheda o di rendere riconoscibile il voto.

 

  • L'attribuzione dei seggi e le soglie di sbarramento

 

Nei collegi uninominali il seggio è assegnato al candidato che consegue il maggior numero di voti validi; in caso di parità è eletto il più giovane per età.

 

Camera dei deputati: per i seggi da assegnare alle liste e alle coalizioni di liste nei collegi plurinominali, il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale, tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento. La soglia per accedere al riparto dei seggi è pari al 3% dei voti validi a livello nazionale per le liste singole e al 10% dei voti validi a livello nazionale per le coalizioni, a condizione che almeno una lista della coalizione abbia conseguito il 3% dei voti validi a livello nazionale (la soglia infra-coalizione per le liste è in ogni caso pari al 3% dei voti validi a livello nazionale anche qualora la coalizione non avesse raggiunto la soglia del 10%). Per le coalizioni non vengono in ogni caso computati i voti conseguiti dalle liste che non hanno superato la soglia dell'1% dei voti validi.

Specifiche disposizioni garantiscono le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze: la soglia prevista è in tal caso pari al 20% a livello regionale. Laddove questa non sia raggiunta, la lista deve avere eletto almeno due candidati nei collegi uninominali della circoscrizione (art. 83 TU Camera; art. 17 TU Senato).

 

Senato della Repubblica: l'assegnazione dei seggi alle liste è effettuata con metodo proporzionale e avviene a livello regionale. La soglia per accedere al riparto dei seggi è – come per la Camera – pari al 3% dei voti validi a livello nazionale per le liste singole e al 10% dei voti validi a livello nazionale per le coalizioni, a condizione che almeno una lista della coalizione abbia conseguito il 3% dei voti validi a livello nazionale o il 20% dei voti validi in una regione ovvero si tratti di una lista rappresentativa di minoranze linguistiche che, nelle regioni ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tale minoranze, che ha eletto almeno due candidati nei collegi uninominali della circoscrizione di riferimento.

Per le coalizioni non vengono in ogni caso computati i voti conseguiti dalle liste che non hanno superato la soglia dell'1% dei voti validi.

Al termine delle operazioni degli uffici elettorali, in cui viene determinato il numero di seggi spettanti alle coalizioni e alle liste, singole e coalizzate, sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio, secondo l'ordine di presentazione.

 

  • Disposizioni transitorie e finali ed entrata in vigore

 

Sono previste  alcune disposizioni transitorie, tra le quali quelle in materia di sottoscrizioni per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge, che prevedono l’esenzione dalla raccolta delle sottoscrizioni delle candidature peri partiti o i gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere entro il 15 aprile 2017, nonché quelle che ampliano la platea dei soggetti abilitati all'abilitazione delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste, fra i quali vengono inclusi anche i consiglieri, i membri della giunta e i sindaci delle città metropolitane nonché, per la prima applicazione, agli avvocati abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

 

 

 

 

Testo a cura del Dipartimento per le riforme istituzionali

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 19 marzo 2018