Riduzione del numero di parlamentari

4 ottobre 2018

Cosa prevede il “Contratto di Governo”

“Occorre partire dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori. In tal modo, sarà più agevole organizzare i lavori delle Camere e diverrà più efficiente l'iter di approvazione delle leggi, senza intaccare in alcun modo il principio supremo della rappresentanza, poiché resterebbe ferma l'elezione diretta a suffragio universale da parte del popolo per entrambi i rami del Parlamento senza comprometterne le funzioni. Sarà in tal modo possibile conseguire anche ingenti riduzioni di spesa poiché il numero complessivo dei senatori e dei deputati risulterà quasi dimezzato.

Cosa dice la Costituzione

Articolo 56, comma 2, della Costituzione

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Articolo 57, comma 2, della Costituzione

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

 

Le linee programmatiche del Ministro Riccardo Fraccaro in tema di riduzione del numero dei parlamentari

Audizione del Ministro Riccardo Fraccaro - Commissioni Riunite (I Camera e I Senato), giovedì 12 luglio 2018

“[…] In questo quadro assume particolare rilievo il tema della riduzione del numero dei parlamentari, misura richiesta a gran voce dai cittadini. In Europa l'Italia è il Paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo, pari a 945. L'Italia è seguita dalla Germania con circa 700 parlamentari, dalla Gran Bretagna con circa 650 e poi dalla Francia con poco meno di 600. Con riferimento alla Francia, in particolare, è interessante notare come il Presidente Macron abbia recentemente proposto di ridurre di un terzo il numero di parlamentari.

La classifica dei Paesi con il maggior numero di parlamentari non cambia di molto neppure se si tiene conto anche delle Camere non elettive. In questo caso, il numero dei parlamentari italiani sarebbe comunque ai vertici, secondo solamente alla Gran Bretagna, che sconta per ragioni storiche peculiari la numerosità della Camera dei Lord. 
Il contratto sottolinea che «occorre partire» da una «drastica riduzione» del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori. Tale riduzione determinerebbe, evidentemente, positive ricadute in termini di spesa per gli organi costituzionali, ma ovviamente la motivazione di questa riforma non può ricondursi semplicisticamente a una sola esigenza di risparmio. La riduzione del numero dei parlamentari, infatti, potrà determinare un miglioramento del processo decisionale delle Camere, che potranno operare con più efficienza e, dunque, essere più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini. Con questa proposta, il Parlamento si dimostrerà capace di autoriformarsi nell'interesse esclusivo dei cittadini.[…]”.

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