Il referendum propositivo a zero quorum

4 ottobre 2018

Cosa prevede il “Contratto di Governo”

“Sempre allo scopo di incentivare la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Paese sosteniamo l’introduzione del referendum propositivo, ossia un mezzo volto a trasformare in legge proposte avanzate dai cittadini e votate dagli stessi.”

 

Un istituto nuovo per l’esperienza costituzionale italiana

Il referendum propositivo è un istituto nuovo per l’esperienza italiana. Come indicato nel “Contratto di Governo”, l’introduzione di questo nuovo istituto è finalizzata ad incentivare la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Paese, avvicinando l’Italia all’esperienza di altri paesi avanzati. Gli istituti di democrazia diretta rappresentano un pilastro importante in altre democrazie, a partire dalla Svizzera, cui si aggiungono gli Stati Uniti d'America, dove in molti stati, come ad esempio in California, sono stati accolti e applicati tali princìpi. Anche in Italia, il rafforzamento del ricorso a tali istituti può attivare un circuito virtuoso, contrastando la disaffezione alla politica. La democrazia diretta, infatti, consente ai cittadini di partecipare direttamente alle scelte politiche del Paese e conferisce loro un maggiore potere di controllo sulle attività dei rappresentanti. In particolare, favorisce l’interesse e la conoscenza dei cittadini con riguardo alle tematiche politiche e sviluppa un comune e condiviso senso di responsabilità, consentendo loro di acquisire maggior dimestichezza nei confronti dell’attività legislativa.

Le linee programmatiche del Ministro Riccardo Fraccaro in tema di referendum propositivo

Audizione del Ministro Riccardo Fraccaro - Commissioni Riunite (I Camera e I Senato), giovedì 12 luglio 2018

“[…] In questa prospettiva, una prima iniziativa dovrà riguardare l'introduzione del referendum propositivo, col quale vogliamo creare le condizioni per una vera partecipazione popolare ai processi decisionali a livello istituzionale. 
A mio avviso, infatti, il referendum propositivo dovrà essere un importante strumento di partecipazione per i cittadini, consentendo loro di concorrere all'assunzione di decisioni politiche, anche influenzando le deliberazioni degli organi rappresentativi. In questa prospettiva, ritengo che la proposta di revisione costituzionale in materia potrebbe favorire il confronto tra i promotori del referendum e le Camere. In particolare, si dovrà valutare con attenzione l'introduzione di procedure volte a consentire un dialogo tra i promotori del referendum e i competenti organi parlamentari, anche attraverso lo svolgimento di audizioni. Il dialogo e la partecipazione effettiva a un iter legislativo in sede parlamentare potrebbero costituire, infatti, un momento fondamentale della nuova procedura referendaria. 
In particolare, si potrebbe introdurre la possibilità per i promotori, all'esito di tale procedimento «partecipato», di ritirare la propria proposta in conseguenza dell'attività legislativa delle Camere, quando sia ritenuta idonea a soddisfare le esigenze sottese al quesito referendario. Nel caso contrario, si dovrebbe prevedere che gli elettori possano essere chiamati a scegliere tra la proposta dei promotori del referendum e una «controproposta» alternativa elaborata dal Parlamento. In sostanza, come nel modello svizzero, il centro del sistema non dovrà essere costituito soltanto dalla consultazione referendaria, ma anche dal processo di partecipazione popolare che esso attiva. Non a caso, nel contesto elvetico accade spesso che i referendum siano «bocciati» dalla popolazione perché durante il loro iter il Parlamento ha saputo venire incontro alle istanze dei cittadini mediante uno specifico intervento legislativo. 
In ogni caso, l'attivazione del referendum propositivo, al di là del suo esito, accresce il senso civico dei cittadini, la loro responsabilità e la loro consapevolezza delle regole. Inoltre, la procedura referendaria rende possibile ai promotori di mettere al centro del dibattito pubblico tematiche che sarebbero viceversa trascurate, facendo crescere nuove sensibilità nella società, proprio con il dibattito stesso. […]”.

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