Tav. Fraccaro, Referendum? Ok se c’è richiesta, si votino riforme

11 dicembre 2018

“Si sta recuperando la voglia di fare i referendum: da ministro della Democrazia diretta non può che farmi piacere. Non vorrei che si dimenticasse, però, che la forza della partecipazione è quando nasce dal basso, non quando è calata dall’alto”. Lo afferma il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, in un’intervista al Fatto Quotidiano. Parlando della proposta di indire un referendum sul Tav, il Ministro sottolinea: “Ben venga ogni iniziativa che consenta ai cittadini di esprimersi. Il punto è che il lavoro che stiamo portando avanti non ha l’obiettivo di dire sì o no alle richieste di referendum promossi dalle istituzioni, non vuole orientare dall’alto la volontà popolare”. Se a chiedere il referendum fossero i cittadini “saremmo certamente favorevoli”, spiega Fraccaro che aggiunge: “Spesso, in tema di grandi opere, il referendum è visto come una perdita di tempo. In realtà, nei casi in cui si è svolto – come in Svizzera, per esempio – ha ridotto i tempi di decisione sull’opera”. Per il ministro “ogni consultazione andrebbe fatta solo dopo una analisi del rapporto costi/benefici, in modo che i cittadini abbiano elementi di fatto su cui decidere. È importante che se le comunità chiedono di esprimersi possano farlo. Non dev’essere intesa come una concessione, ma come un loro diritto”. “Spero che questo fermento referendario – prosegue Fraccaro - si traduca in una rapida approvazione delle proposte di legge per il referendum propositivo e l’abolizione del quorum nell’abrogativo che abbiamo depositato. Sono contento che governo e maggioranza ribadiscano la volontà di mettere al centro la nostra storica battaglia sulla democrazia diretta”. La consultazione popolare sul Tav non è prevista nel contratto di governo, ma “non sarebbe un problema”, sottolinea Fraccaro. “Il contratto istituisce una cabina di regia per le questioni non previste. E noi, soprattutto se si parla di democrazia diretta, siamo sempre pronti a dialogare”, conclude.

Qui l'intervista al Fatto Quotidiano

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