Riforme. Fraccaro, a un passo dal taglio del numero dei parlamentari

2 luglio 2019

"Il taglio del numero dei parlamentari è sempre più vicino: la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato la legge che riduce il numero di deputati e dei senatori. Adesso il provvedimento andrà in Aula a palazzo Madama e poi il testimone passerà alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva". Lo dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro.
"Siamo ad un passo dall’approvare una riforma storica - prosegue Fraccaro - che consentirà al Parlamento di lavorare meglio, in maniera più snella ed efficiente. Voglio ringraziare la Commissione Affari Costituzionali per il lavoro svolto, dal presidente al relatore, grazie a tutti i componenti perché hanno approvato un provvedimento che rappresenterà una svolta nel rapporto tra istituzioni e cittadini. Con meno parlamentari si avrà una maggiore accuratezza nella selezione da parte dell’elettorato, una loro maggiore riconoscibilità e quindi indipendenza da interessi particolari che li renderà capaci di rappresentare meglio le istanze del Paese. Inoltre, tagliando 345 parlamentari in meno si otterrà un risparmio di ben 500 milioni a legislatura: soldi che saranno sottratti ai costi della politica per essere restituiti ai cittadini. 
Spiace dover constatare come alcune forze politiche preferiscano fare il contrario di ciò che hanno promesso, a partire dal Pd che si è opposto sin dall’inizio a questa riforma nonostante prometta da tempo il taglio dei parlamentari. Ancor più da biasimare è la posizione di Forza Italia, che ha votato a favore del testo al Senato e alla Camera fino alle elezioni europee, evidentemente per ingannare i cittadini, e ora ha deciso di opporsi. Eppure ha presentato una proposta di legge, a prima firma Quagliariello, per ridurre a 400 i deputati e a 200 i senatori: proprio ciò che prevede la nostra proposta. 
Bisogna essere chiari: sul tema del taglio del numero dei parlamentari i giochi di palazzo sono inammissibili, ne va della credibilità delle istituzioni. Governo e maggioranza andranno avanti per rispettare la volontà dei cittadini che hanno chiesto un cambiamento da parte della politica: non possiamo pensare alle poltrone - conclude il ministro -, ora è il momento di mettere al centro gli interessi del Paese".

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