Rappresentanza di genere e sistemi elettorali

Rimuovere gli ostacoli alla piena parità sociale e politica

Madri costituenti

Interventi nei lavori dell'Assemblea Costituente

Riforma elettorale

La legge elettorale n. 165 del 3 novembre 2017

Finanziamento dei partiti
Premessa
Trasparenza, democraticità e costituzione indiretta

 

Il decreto-legge n. 149/2013 (convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13) ha abolito il finanziamento pubblico diretto dei partiti politici e ha introdotto nuove norme in materia di controllo sui partiti. Esso, nella formulazione originaria, recepiva interamente il testo di un disegno di legge di iniziativa governativa approvato e modificato dalla Camera (A.C. 1154-A) e poi passato all'esame del Senato (A.S. 1118).

 

Il decreto-legge 149/2013, oltre a prevedere l’abolizione dei contributi pubblici diretti ai partiti, stabilisce agevolazioni fiscali per la contribuzione volontaria dei cittadini (detrazioni per le erogazioni liberali) e la destinazione volontaria del 2 per mille IRPEF, a condizione del rispetto da parte dei partiti, di requisiti di trasparenza e democraticità indicati dal decreto-legge. A questo scopo, si prevede anche l’istituzione di un registro dei partiti politici ai fini dell’accesso ai benefici.

 

Tra le principali caratteristiche del sistema introdotto dal decreto-legge si segnalano le seguenti:

 

  • l'adozione da parte dei partiti di statuti recanti necessari elementi procedurali e sostanziali che garantiscano la democrazia interna, ai fini dell'accesso ai benefici

 

 

  • la realizzazione, da parte di ciascun partito, di un sito internet dal quale devono risultare le informazioni relative all’assetto statutario, agli organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci

 

 

  • la riduzione delle risorse spettanti per i partiti che non rispettano le norme in materia di parità di genere nelle cariche elettive

 

  • l'introduzione di un tetto alle donazioni pari a 100 mila euro per ciascun soggetto

 

  • l'introduzione di una detrazione per le erogazioni liberali pari al 26% per gli importi da 30 a 30 mila euro

 

  • l'assoggettamento a IMU degli immobili dei partiti politici

 

  • la possibilità di destinare il 2 per mille IRPEF ai partiti

 

  • la previsione di un apposito codice di autoregolamentazione delle raccolte telefoniche di fondi

 

  • l’abrogazione dei contributi diretti avverrà, non in un’unica soluzione bensì con riduzioni parziali fino alla completa soppressione, che avverrà nel 2017

 

  • l'estensione al personale dei partiti della disciplina sul trattamento straordinario di integrazione salariale e di contratti di solidarietà

 

 

 

Ultimo aggiornamento: sabato 14 febbraio 2015